Cos’è l’EMDR e come funziona?

L’EMDR è un approccio psicoterapeutico particolarmente efficace nel trattamento dei sintomi associati al disturbo post-traumatico da stress (PTSD).

Incentrato sul ricordo dell’esperienza traumatica, utilizza i movimenti oculari e altre forme di stimolazione con alternanza destra e sinistra, per affrontare i disturbi legati a esperienze traumatiche che la persona ha vissuto e che sono particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Cosa significa EMDR?

L’acronimo EMDR deriva dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ossia Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari e indica un tipo di trattamento psicoterapeutico utile per elaborare traumi irrisolti.

La scoperta

Nel 1987 la psicologa Francine Shapiro – venuta a mancare nell’estate del 2019- notò, in un modo del tutto casuale, che i movimenti oculari volontari da destra a sinistra, riducevano l’intensità delle emozioni legate a pensieri negativi disturbanti.

Curiosa di comprendere cosa accadesse realmente, avviò una serie di ricerche in ambito neuropsicologico con veterani della guerra del Vietnam e vittime di abusi sessuali che non avevano avuto risultati positivi da pregresse psicoterapie.

Da queste ricerche, emerse l’efficacia dell’EMDR nell’abbassare la tensione emotiva e nell’agevolare l’elaborazione dei traumi del passato dei soggetti presi in esame.

Da allora sono molte le ricerche neuropsicologiche condotte e che continuano ad essere svolte, per rafforzare la validità della tecnica e scoprire le meraviglie del funzionamento del cervello umano, oltre che confermare l’indissolubile legame tra mente e corpo.

Come funziona l’EMDR

La semplicità della tecnica racchiude un potenziale enorme. Infatti, prima della scoperta dell’EMDR, era impensabile intuire quali effetti producesse la “semplice” stimolazione oculare bilaterale.

Alla base della tecnica c’è la teoria secondo cui il cervello elabora le esperienze che facciamo e le “archivia” in un modo utile per noi.

Lo scopo di questa archiviazione è di accrescere le conoscenze e le informazioni sul mondo che ci circonda e di utilizzarle al momento giusto per affrontare al meglio le situazioni della vita.

Tuttavia possono accadere degli eventi di fronte ai quali non siamo preparati a reagire e che talvolta possono bloccare questo meccanismo innato di imparare e mettere da parte.

L’empasse, che questi eventi difficili creano, produce effetti particolarmente spiacevoli che possono manifestarsi a vari livelli:

  • Sensoriale
  • Emotivo
  • Cognitivo
  • Comportamentale
  • Fisico

Iniziamo così ad avere i sintomi, cioè dei segnali che fanno capire che qualcosa dentro di noi è cambiato e non riusciamo più a condurre una vita serena.

EMDR e il lavoro con i ricordi

L’EMDR è un approccio psicoterapeutico che permette al terapeuta di facilitare il meccanismo di auto guarigione del paziente, stimolando un sistema innato di elaborazione delle informazioni insito nel proprio cervello che in seguito ad eventi traumatici può bloccarsi.

Sembra avere un effetto diretto sulla modalità di funzionamento del cervello.

L’obiettivo è l’elaborazione rapida delle informazioni relative all’esperienza negativa da parte del paziente, fino ad una sua “risoluzione adattiva”.

Il primo passo per riattivare il meccanismo innato di autoguarigione è di andare a recuperare i ricordi legati al trauma non elaborato.

Dopo alcune sedute i ricordi disturbanti subiscono una desensibilizzazione, perdono cioè la loro componente emotiva negativa e spontaneamente i pensieri disturbanti ad essi collegati si modificano.

Il cambiamento avviene in maniera molto rapida, indipendentemente dagli anni che sono passati da quando è stato vissuto l’evento traumatico.

Aspetti dell’elaborazione dei ricordi

Al termine del lavoro il ricordo da cui si era partiti acquisisce senso e significato. Per la persona termina il rimbalzo continuo delle domande “Perché proprio a me?”, “Cosa ho fatto di male per meritare questo?”, quesiti che frequentemente una persona traumatizzata si pone senza trovare risposte.

Un aspetto molto interessante che emerge nel lavoro con l’EMDR è che la persona trova spontaneamente e autonomamente le risoluzioni adattive e funzionali per sé.

Il terapeuta è una figura importante e indispensabile per stabilire una buona alleanza terapeutica e favorire il cambiamento.

Durante il processo di elaborazione egli accompagna il paziente senza interferire.

Per esempio non giudica in alcun modo il materiale traumatico che emerge, si limita a eseguire le stimolazioni bilaterali e a rimuovere eventuali blocchi che possono emergere in fase di elaborazione.

L’EMDR è pericolosa?

Nei primi colloqui una domanda che di frequente mi viene posta è se è pericoloso oppure se si perde coscienza come con l’ipnosi.

Sia con l’EMDR sia con l’ipnosi o qualsiasi altro tipo di psicoterapia la persona non corre alcun pericolo, anzi lo studio del terapeuta è un posto dove può sentirsi al sicuro e rimanere sempre presente a se stessa!

Durante l’EMDR il paziente può provare emozioni intense, ma al termine della seduta, la maggior parte delle persone riferisce una notevole riduzione nel livello di disturbo associato all’esperienza traumatica fino ad arrivare ad una risoluzione ed estinzione dei sintomi.

L’EMDR offre a molti pazienti un sollievo più rapido ai disturbi psicologici rispetto alle psicoterapie convenzionali. Utilizzata anche per alleviare l’ansia da prestazione, rafforza la funzionalità delle persone sul lavoro, nello sport e nello spettacolo.