L’ansia è uno stato psico-fisico spontaneo che emerge di fronte a situazioni (esterne o interne) che percepiamo come pericolose e alle quali vogliamo trovare una soluzione.

Ansia, persona sola su uno scoglio guarda il mare
Ansia, Photo by Toimetaja tõlkebüroo on Unsplash

Cos’è l’ansia?

Le origini latine di questo termine riportano a uno stato di costrizione, soffocamento, agitazione e forte apprensione scaturito dalla paura e dall’incertezza riguardo qualcosa o qualcuno e accompagnato da sensazioni fisiche disturbanti.

Cosa provoca l’ansia, da cosa dipende?

Alla base della condizione ansiosa c’è la paura di fronte ad uno stimolo che viene percepito come pericoloso e in seguito al quale non ci riteniamo capaci di reagire.

L’ansia è una reazione spontanea che, sebbene provochi reazioni fisiologiche spiacevoli (aumento del battito cardiaco, tensione muscolare, sudorazione, agitazione generale), tuttavia ha lo scopo di attivarci fisicamente e psicologicamente per affrontare al meglio situazioni percepite come difficili e pericolose.

Nella giusta dose ci aiuta ad organizzare e pianificare strategie per ottenere ciò che desideriamo, per esempio uno studente se non avesse l’ansia di prendere un brutto voto non studierebbe e non si preparerebbe per affrontare l’interrogazione.

Quando l’ansia diventa un disturbo?

Diventa un problema, nel momento in cui la reazione ansiosa diventa uno stato più o meno permanente che impedisce di vivere la quotidianità e di affrontare situazioni che nella realtà non costituiscono un pericolo per l’esistenza.

I sintomi che sono legati alle manifestazioni dell’ansia sono di tipo fisico, emotivo, cognitivo e comportamentale.

Sintomi fisici:

  • Tachicardia
  • Dolori al petto
  • Respiro affannoso
  • Senso di nodo alla gola
  • Sudorazione
  • Tremori
  • Vertigini
  • Disturbi intestinali
  • Nausea
  • Bocca asciutta
  • Tremori
  • Brividi
  • Formicolii agli arti e al viso

Sintomi emotivi

  • Intensa paura
  • Angoscia
  • Paura di:
    • pericolo imminente
    • non respirare
    • perdere il controllo
    • non riuscire ad affrontare le situazioni
  • Irritabilità

Sintomi cognitivi e comportamentali

  • Sensazione di testa vuota
  • Difficoltà di concentrazione
  • Risposte esagerate di allarme
  • Bisogno di fuggire
  • Difficoltà di addormentamento
  • Sensazione d’irrealtà, come se non fosse vero
  • Sensazione di sentirsi staccati da sé, come se non fossi io

Molti di questi sintomi, in particolare quelli fisiologici, sono evidenti e manifesti soprattutto nel momento in cui ha luogo la crisi d’ansia cioè di fronte al pericolo reale o percepito, gli altri sintomi permangono anche dopo la crisi anche se non si è pienamente consapevoli.

Infatti, una volta passata la crisi subentra la paura della paura, cioè l’angoscia di stare nuovamente male che porta a mettere in atto una serie di comportamenti evitanti oppure comportamenti ossessivi con i quali si cerca di scongiurare il ritorno dell’ansia.

Tipi di ansia

La classificazione del DSM, il manuale diagnostico dei disturbi mentali, include i seguenti tipi di disturbi d’ansia:

  • Ansia da separazione
  • Ansia sociale
  • Fobie
  • Mutismo selettivo
  • Disturbo d’attacchi di panico
  • Agorafobia
  • Ansia generalizzata
  • Disturbo ossessivo compulsivo

Può essere anche una componente di altri disturbi che non sono riconosciuti propriamente come disturbi d’ansia, come per esempio:

  • disturbi sessuali: eiaculazione precoce, ansia da prestazione sessuale
  • disturbo post-traumatico da stress
  • disturbi psicosomatici
  • forme di depressione
  • disturbo da deficit d’attenzione/iperattività (ADHD), che si manifesta particolarmente nei bambini

Come curare l’ansia, alcuni rimedi

Le persone chiedono il mio aiuto quando giungono alla consapevolezza di sentirsi incastrate in un circolo vizioso di emozioni, pensieri e comportamenti di cui vorrebbero liberarsi e nonostante ciò non riescono a farlo.

I rimedi per affrontare l’ansia e alleviare i sintomi possono essere di varia natura.

Nei primi incontri in cui conosco la persona e il problema che l’ha portata a rivolgersi ad un professionista della salute mentale, oltre a fornire informazioni specifiche al disturbo, insegno delle tecniche respiratorie, da fare in autonomia a casa, che aiutano a ricentrarsi cioè a ritrovare dentro di sé le risorse necessarie per iniziare a gestire il sintomo.

Questo oltre ad alleggerire la sintomatologia molto disturbante, aiuta la persona a risvegliare la sensazione di poter nuovamente gestire ciò che gli accade e non essere più preda di forze sconosciute contro le quali non aveva più potere.

A questa prima fase di stabilizzazione segue il lavoro di psicoterapia che aiuta ad andare all’origine del disturbo ansioso.

L’ansia, infatti, è un sintomo, un segnale che indica che c’è qualcosa nella nostra storia che va rivista e “digerita”, elaborata.

Una tecnica che utilizzo e che consente di elaborare in modo efficace e a fondo eventi non elaborati è l’EMDR, che integro con tecniche provenienti dalla psicoterapia della Gestalt.

All’origine del problema

Quindi per essere sicuri che l’ansia non torni non è sufficiente togliere semplicemente il sintomo, è necessario andare all’origine dell’ansia e questo può consentirlo solo un percorso di psicoterapia che lavora anche a livello profondo dell’essere, che permette di ricomporre il puzzle della nostra storia che eventi irrisolti possono scomporre.